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Dividere quote tra fondatori di startup: come farlo nel modo giusto

La divisione delle quote di una startup è un momento delicato, come sempre quando si parla di denaro, e va affrontato con ponderazione, mettendo nero su bianco chi, quanto e come partecipa alla startup.

Il merito dell’idea va senza dubbio riconosciuto, ma sappiamo che, per passare da idea di business a startup, è richiesto un gran lavoro e particolari competenze, e anche queste vanno riconosciute. È importante fin da subito chiarire come verranno assegnate e distribuite le quote, tenendo conto di diversi fattori.

Se ti trovi in questa situazione, continua a leggere perché in questo articolo vedremo come dividere le quote di una startup, aggiungendo best practice, tools e consigli per farlo correttamente e senza spiacevoli sorprese.

 

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Splitting Equity tra i soci: come fare?

Diciamo che il socio fondatore ha avuto l’idea, ma chi si è occupato dei vari step necessari a  concretizzarla? Chi ha impiegato tempo e risorse per la sua validazione? Chi ha sviluppato l’MVP? I fondi per fare quanto sopra da dove arrivano?

Verosimilmente ci sarà chi avrà messo a disposizione il proprio tempo più di altri e chi, di contro, avrà avuto più disponibilità dal punto di vista economico. In sostanza è necessario riconoscere il giusto merito ad ogni componente del team, è fondamentale mettere le carte in tavola fin da subito per evitare rancori che porterebbero solo problemi all’azienda. Un punto cruciale è equiparare la quota al grado di rischio di ognuno.

 

Calcolare quanto vale la startup

Prima ancora di capire come calcolare il valore della tua startup, è necessario fare un distinguo tra valutazione pre-money e valutazione post-money: la differenza sta nel fatto di aver già ricevuto (post) o meno (pre) un finanziamento da parte di un imprenditore.

La differenza è notevole, ovviamente, soprattutto per quanto riguarda l’equity che spetterebbe al finanziatore.

Stabilire quanto vale una startup in fase embrionale non è certo semplice, ma ci sono alcuni metodi che semplificano il calcolo:

  • Metodo Berkus: si tratta di attribuire un punteggio a 5 fattori di rischio che riguardano l’idea di base, la tecnologia del prodotto, il livello di management del team, le relazioni strategiche e il rischio legato alla produzione e alle vendite.
  • Metodo Venture Capitalist: comprende tre step e si basa sul calcolo del ROI, cioè sul ritorno rispetto all’investimento fatto, sul Terminal Value, ossia il valore dell’azienda al momento della vendita (valore finale, letteralmente) e sull’indice PMV (post money valuation) cioè il valore che si può presumere acquisti un’azienda in seguito ad immissione di capitale.

 

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Individuare quale founder offre un contributo maggiore

Anche se inizialmente sono bene definiti, i ruoli dei founder di una startup possono mutare nel tempo. È possibile che chi inizialmente si dedica anima e corpo al business, successivamente si trovi in difficoltà, in termini di tempo, o viceversa, oppure è probabile che un founder decida proprio di lasciare la società, pertanto la distribuzione delle quote è passibile di mutamenti nel tempo, e anche questo aspetto deve essere pianificato. Ma come fare? Si redige il cosiddetto patto parasociale in cui si stabilisce come dovranno variare le quote a seguito del possibile modificarsi degli eventi.

 

Calcolo percentuale delle quote societarie

Siete una coppia di amici, l’idea di business vi è venuta chiacchierando davanti ad una birra e presi dall’entusiasmo decidete di fondare una startup dividendo le quote al 50%: errore!

 

La percentuale spettante ad ogni co-founder deve essere proporzionale all’impegno temporale, al contributo economico e all’esperienza che verrà trasferita nella società come know how.

 

Attribuire tutto il merito a chi ha avuto l’idea, non è un buon metodo per iniziare a calcolare le percentuali delle quote tra i soci di un’azienda, soprattutto se, dopo aver avuto l’idea, il founder non ha le competenze per realizzarla e si avvale dell’esperienza e del tempo dei soci: diamo a Cesare quel che è di Cesare!

 

come dividere quote startup

Free image from Canva

 

Come dividere le quote di una startup con il metodo Demmler

Il metodo Demmler ci viene incontro semplificando notevolmente il calcolo e ci fornisce una tabella con alcuni indicatori:

  • Idea: è sacrosanto riconoscere il merito a chi ha avuto l’idea ma da lì in poi entrano in gioco molto altri fattori e molte altre figure.
  • Esperienza: scegliendo i propri soci/collaboratori tra persone che abbiano esperienza, skills e contatti, si evita di dover assumere una squadra di esperti da pagare, e di questo risparmio si dovrà tenere conto nello splitting equo.
  • Business Plan: si tratta di uno strumento che consente di dare all’azienda organizzazione, input e di trovare investitori. È un passaggio chiave e chi se ne occupa merita gratifica e compenso.
  • Rischio e Impegno: ci sarà chi si dedica con devozione e chi si risparmia, chi si fa coinvolgere da progetto e chi resta in punta di piedi. Di pari passo aumenterà o diminuirà il fattore di rischio.
  • Responsabilità: il senso del dovere aiuta a fare la cosa giusta ma il senso di responsabilità ti permette di andare ben oltre le forze e le capacità che pensi di avere. Anche questo è un fattore da valutare con attenzione: chi fa cosa?

 

Con il metodo Demmler, per capire come dividere le quote tra fondatori, si calcola da 1 a 10, il peso di ogni indicatore per la propria startup. Poi si passa a valutare, sempre in una scala da 1 a 10, quanto ciascun co-founder possa contribuire ad ogni voce. A questo punto si moltiplica il valore di ogni co-founder per il valore degli indicatori e infine si fa la somma del totale raggiunto da ogni socio.

 

metodo Dimmler per splitting equity

 

Ripartire quote societarie in un’azienda: errori da evitare

Abbiamo già visto che la suddivisione delle quote in parti uguali non è una mossa corretta e abbiamo evidenziato il perché, ma anche l’esatto opposto, cioè far pendere l’ago della bilancia troppo da una parte e troppo poco dall’altra. È un passo falso da evitare.

 

Se il valore aggiunto di un socio viene sottovalutato, a lungo andare ne risentono gli equilibri aziendali, oltre che quelli personali del co-founder svalutato, e agli occhi di un investitore un socio sminuito può far perdere interesse nel progetto.

 

È buona norma considerare anche il valore futuro delle quote. Tra le cose da NON FARE ricordiamo inoltre:

  • Evitare il dialogo: è indispensabile restare aperti al dialogo con tutti i soci, è bene che non ci siano sottintesi o cose non dette, il founder deve pensare ai vantaggi per la propria azienda a lungo termine e le relazioni con i co-founder devono essere più cristalline possibile.
  • La stretta di mano: assolutamente no! Si parla di business, di soldi, di lavoro e di impegno: anche e soprattutto con gli amici, scripta manent.
  • Non pensare al futuro: è importante redigere il patto parasociale per prevenire cambiamenti futuri e seguire l’evoluzione del business.

 

Ultimi consigli su come suddividere al meglio le quote di una startup

Abbiamo esaminato cosa fare e cosa non fare per gestire al meglio la suddivisione delle quote di una startup tra i soci e abbiamo capito che la strada maestra è data da regole ben precise. Non dobbiamo farci sviare da sentimenti di amicizia, da giudizi personali o da ipotesi, dobbiamo invece guardare concretamente ai fatti, esaminando ogni singolo aspetto del business e valutando abilità e inclinazioni personali.

Ricorrere al supporto degli esperti del settore è sempre un’ottima idea, nel frattempo diamo un’occhiata ad alcuni tool online da utilizzare per avere un’idea su come eseguire questo arduo compito di divisione delle quote. Vediamone alcuni:

  • Foundrs: è uno strumento semplice ma efficace che mette a disposizione un questionario da compilare. Una volta risposto a tutte le domande, si clicca su Compute Equity e si ottiene un’idea, in percentuale, di come suddividere le quote.
  • Slicing Pie: è decisamente più strutturato e completo e può essere di supporto anche in seguito alla suddivisione delle quote.
  • Co-founder Equity Split : è un tool gratuito che ti aiuta a porti le giuste domande e, una volta che ti sei dato le risposte, ti suggerisce una suddivisione delle quote ragionevole ed equa.

 

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CONCLUSIONE

Ti sembra complicato? Può essere, ma hai creato un business di successo partendo da una semplice idea, in confronto dividere le quote tra i founder della tua startup sarà una passeggiata. Per portare correttamente a termine la suddivisione, segui i consigli suggeriti in questo articolo o, in caso di difficoltà, contatta un professionista e riduci i rischi.

 

articolo by Luca Lampis

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