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Startup

Nate nel 1992 in quello straordinario incubatore tecnologico e di idee che è la Silicon Valley californiana, le startup company registrano anche in Italia un alto tasso di crescita. Il termine startup nell’immaginario comune viene associato a business innovativi creati da ragazzi visionari in un garage o a grandi imprese tecnologiche. In realtà il termine non ha ancora dei limiti di confine definiti e viene spesso confuso con la fase di inizio o start up di una impresa. Ma allora esattamente le startups cosa sono?

In questo post imparerai:

  • Cos’è una startup
  • Come nasce e si sviluppa una startup?
  • Tipi di startup
  • Come si finanzia una startup?
  • Perché falliscono le startup
  • Startup & innovazione
  • Startup di successo: esempi

 

startup

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Startup: un po’ di terminologia

Prima di iniziare vogliamo partire approfondendo la terminologia per startup che ci sarà utile per comprendere meglio l’articolo:

  • Burn rate: è l’ammontare di cassa (in genere mensile che una Startup “brucia” prima che il suo business model diventi finanziariamente sostenibile.
  • Disruption: indica il momento in cui una nuova tecnologia origina il cambiamento di una determinata attività o modifica completamente il modello di business precedente.
  • Equity: sono i titoli azionari o le quote rappresentativi del capitale proprio di un’azienda. La sua remunerazione dipende dalla redditività dell’azienda, sia in termini di utile prodotto e distribuito ai soci tramite dividendi, sia di aumento di valore delle azioni.
  • Execution: è la fase del ciclo di vita della startup in cui si mette in pratica il business model verificato con i primi esperimenti di mercato.
  • Exit: è la fase di vendita delle quote o azioni di una società (non necessariamente una startup) al fine di realizzare un guadagno.

 

Cos’è una start up?

Al momento non stati fissati dei parametri in base ai quali un’impresa può essere considerata una startup. Tuttavia a questo fine alcune utili indicazioni ci arrivano dalle definizioni date da alcuni Guru del settore.

Per Eric Reis “Una startup è un organizzazione umana progettata per creare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza”.

Per Paul Graham invece “la sola caratteristica essenziale di una startup è la crescita”. Ma tra tutte la più popolare e universalmente accettata è quella data da Steve Blank nel suo libro “The Startup Owner’s Manual”.

 

Startup definizione

“Una startup è un’organizzazione temporanea progettata per cercare un business model ripetibile e scalabile”.

 

 

Startup Requisiti

Scopriamo insieme i requisiti che un business deve avere per essere considerato startup.

1 – Temporaneità

Secondo uno dei padri del Lean Startup Mouvement, uno degli elementi che caratterizza una startup è la temporaneità. A differenza di un’impresa di piccole dimensioni, una startup (o start up) company nasce già con l’obiettivo di crescere rapidamente e trasformarsi in un’impresa di grandi dimensioni (scaleup company).

 

2 – Execution vs Ricerca

Altro elemento che per Blank differenzia una startup dalle imprese tradizionali è la “ricerca” di un business model sostenibile. Per soddisfare i clienti, le imprese tradizionali mettono in atto un business model già sviluppato e validato (execution). Le start-up al contrario nella fase iniziale del loro sviluppo sono ancora alla “ricerca” di un modello di business innovativo che permetta loro di creare valore e che soddisfi al meglio i loro clienti.Proprio al fatto che si debba ancora “testare” sul mercato una formula imprenditoriale ancora non definita si lega l’alto rischio al quale questo tipo di imprese è associato.

In accordo con l’approccio Customer Development elaborato da Blank, questo obiettivo può essere raggiunto attraverso una sperimentazione continua di prodotti/servizi che tiene conto dei feedback provenienti dai potenziali clienti e li incorpora nel prodotto stesso. Il metodo, come vedremo avanti, è alla base e funziona in combinazione con la metodologia Lean Startup di Eric Ries.

 

3 – Model Business ripetibile e scalabile

Per Blank inoltre questo modello di business deve essere poi ripetibile nei suoi processi (ingegneria, marketing, ecc.) e su vari Paesi, in contesti e tempi differenti, oltre ad essere scalabile. Esso deve cioè permettere una crescita esponenziale in termini di dimensioni, fatturato e investimenti senza un proporzionale aumento dei costi. Un tipico esempio di scalabilità è quello avuto nell’editoria con la vendita di libri in formato ebook.

Altro esempio di business scalabile è quello relativo alla produzione di un oggetto per la casa da parte di un artigiano tradizionale e di un Maker Digitale. Il primo per costruire il medesimo oggetto che produce e vende il secondo impiega x ore, e circa lo stesso tempo per unità successive. Il secondo invece grazie ad una stampante 3D, impiegate x ore per la progettazione, potrà produrre nella medesima unità di tempo una quantità maggiore dello stesso oggetto.

 

startup requisiti

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Tipi di startup

Le startup vengono solitamente classificate in vari modi. In base alla qualità della loro idea di prodotto o servizio vengono classificate come startup visionarie, startup innovative o startup ordinarie.

A seconda del mercato o al segmento al quale si rivolgono possono essere classificate in startup MedTech (medico), startup FinTech (finanziario), startup FoodTech (food & beverage), startup viaggi (Turismo), start up fashion (o startup abbigliamento), startup digitali (digitale).

La classificazione “ufficiale” ancora una volta ci viene fornita da Steve Blank. In un articolo comparso nel 2013 nella sezione Business del sito delWall Street Journal, egli individua 6 tipi di startup:

  1. Lifestyle: in cui gli imprenditori lavorano per vivere le loro passioni.
  2. Di piccole dimensioni: società in genere poco redditizie in cui gli imprenditori assumono come dipendenti familiari ed amici.
  3. Scalabile: nate per essere grandi, gli imprenditori vogliono cambiare il mondo.
  4. Acquisibile: società potenzialmente molto profittevoli ma che rischiano per necessità di capitali di essere acquisite per poco.
  5. Sociale: in cui lo startup manager lavora per migliorare il mondo.
  6. Grandi startup company: sono quelle che devono fare innovazione o rischiano di scomparire.

 

I fondatori di queste imprese sono tutti imprenditori ma tra vari tipi di startup vi sono significative differenze riguardo ad obiettivi finanziari, motivazioni dei team e strategie finanziarie da attuare. Se non si tiene conto di queste differenze, afferma Blank, si riducono drasticamente le probabilità di successo.

 

Come nasce e si sviluppa una startup?

Vi sono molteplici step o fasi da seguire per creare una startup e questi a secondo del modello di business possono essere attuate con una cronologia diversa. Per la maggior parte delle startup i principali essi possono risultano essere i seguenti 7 step.

  • STEP 1 – Ideazione & sviluppo
  • STEP 2 – Formazione del team
  • STEP 3 – Scelta del modello di business o business model
  • STEP 4 – Finanziamenti
  • STEP 5 – Fondazione della start up e scelta della forma giuridica
  • STEP 6 – Minimum Viable Product (MVP)
  • STEP 7 – Verifica del mercato

 

Partendo da una idea iniziale e/o sviluppo di essa, il team con l’aiuto di strumenti di Business Design come il Business Model Canvas costruisce il Business Model. Il team definisce cioè il modo con il quale intende creare valore (cioè generare ricavi) tramite la commercializzazione del suo prodotto/servizio.

Dopo avere delineato il Business Model e definito una ipotesi di prodotto, in accordo con le metodologie Customer Development Approach di Steve Blanke e “Lean Startup” di Eric Ries, il team crea un “Prodotto Minimo Fattibile o MVP”, un prodotto/servizio cioè che presenta delle caratteristiche minime, ma sufficienti a farlo funzionare.

Questo viene offerto ad un target audience definito disposto a pagare per il nostro prodotto (gli early adopter). Grazie ai feedback ricevuti dai clienti l’MVP in un ciclo continuo di realizzazione-verifica-apprendimento viene migliorato sino a giungere al prodotto voluto. Per validare il business model e verificare se è scalabile (in termini di prodotto, acquisizione della clientela, pricing, canali), il prodotto viene immesso in quantità limitata in una specifica area di mercato e vengono poi valutate prezzo, domanda potenziale e attività di marketing.

Se le vendite sono elevate allora il team ha trovato il suo Product Market Fit. Ciò significa che è sulla giusta strada per soddisfare l’esigenza del cliente. In questa fase l’obiettivo sarà quello di fornire al mercato la giusta user experiencee ed investire in marketing in modo che la domanda cresca. Se la customer validation non funziona occorrerà invece ritornare alla fase precedente e scoprire ciò che non ha funzionato o abbandonare l’idea e passare ad un altro progetto.

 

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finanziamenti startup

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Come si finanzia una startup?

I finanziamenti per startup, specie nelle fasi iniziali, sono essenziali per una startup early stage. Da vari studi emerge che più del 94% delle start up non supera il primo anno di vita, e che una delle cause è proprio la mancanza di finanziamenti.

Ma come si finanzia una Start-up? Di seguito si riporta una breve descrizione dei principali canali di finanziamento interni ed esterni utilizzati. Per una descrizione completa corredata di link ai possibili investitori, informazioni sulle agevolazioni fiscali e altro leggi il nostro articolo Finanziamenti startup.

 

1 – Bootstrap (o bootstrapping)

Il bootstrapping è il ricorso a capitali propri per l’avvio di una startup, in pratica è l’autofinanziamento. In fase di avvio lo startupper può avere difficoltà nel reperire finanziamenti e ricorre spesso all’utilizzo di capitali propri o capitali chiesti ad amici, parenti, folli ed a soggetti che hanno una certa disponibilità finanziaria e sono disposti a investirla in un’impresa altamente rischiosa.

 

2 – Crowdfunding

Il crowfunding è la raccolta di somme di denaro (anche piccole) che vengono richieste a più persone (crowd che in inglese significa folla) attraverso canali diversi e con finalità diverse. Il canale di crowfunding più diffuso è il web dove a tal fine operano le cosiddette piattaforme di crowfunding. In pratica il richiedente presenta il proprio progetto alla piattaforma la quale lo pubblica in rete. Se la campagna di crowdfunding ha successo, il richiedente riceverà la somma richiesta; chi finanzia (ma non sempre) riceverà una ricompensa, mentre la piattaforma riceve una provvigione. Il crowfunding si realizza in 4 forme diverse (Donation, Reword, Lending e Equity crowdfunding).

 

3 – Business Angel

Sono persone fisiche (di solito ex imprenditori, manager, consulenti o professionisti ecc.) i cui investimenti in startup ammontano generalmente intorno ai € 20.000 in cambio di quote societarie (intorno al 10%). il cosiddetto Super angel può invece arrivare ad investire in ogni Startup anche 50 o € 100.000. Talvolta i business Angel investono in gruppo informale o organizzato, ed i loro investimenti variano tra i 300.000 e 1 milione di euro.

 

4 – Venture capital

Il venture capital è un fondo creato appositamente da delle società di gestione del risparmio (SGR) autorizzate per investire in startup. Per la mancanza in fase iniziale di un prodotto e un business model definito, le startup risultano infatti troppo rischiose per ricevere finanziamenti dalle banche. L’investitore in un fondo di venture capital (chiamato Venture Capitalist) una volta scelta la startup su cui investire, entra nel capitale di rischio (quote o azioni)  di quella società e vi rimane sino alla scadenza del finanziamento (3-10 anni) o in caso di vendita della società ad altra compagnia (Exit).

 

5 –Incubatore startup

Secondo la definizione riportata sulla “The smart guide of innovation” promossa dalla Commissione europea, un incubatore startup “è un luogo dove gli imprenditori trovano le strutture, i servizi e le competenze necessarie ai loro bisogni ed a sviluppare le loro idee di business e trasformare queste in realtà sostenibili”. I servizi offerti dagli incubatori includono: spazi fisici e di co-working, servizi amministrativi e organizzativi, formazione, consulenza (dai cosiddetti mentor startup), accesso a finanziamenti e networking. Il termine incubatore viene spesso utilizzato erroneamente come sinonimo di acceleratore (vedi differenza incubatore e acceleratore).

 

6 –Acceleratore startup

Un acceleratore startup o seed accelerator è una società che supporta lo sviluppo di altre società, tipicamente startup, attraverso dei programmi di accelerazione. Questi hanno una durata prestabilita e includono servizi professionali quali mentorship, networking e opportunità di finanziamenti seed. I programmi solitamente finiscono in presentazioni pubbliche (public pitch event) o giornate dimostrative (demo day).

 

7 – Prestiti bancari

Le banche hanno di recente incominciato a supportare le startup e PMI innovative e lo hanno fatto muovendosi essenzialmente su tre binari.

  • La concessione di finanziamenti tramite il fondo di garanzia per le PMI: il fondo di garanzia (istituito con la legge 662 del 1996, e dal 2013 estesa alle Startup innovative) è un fondo governativo concesso per un importo massimo di 2,5 milioni di euro e fino a un massimo dell’80% del finanziamento. Oltre alle startup innovative e agli incubatori certificati, vi possono accedere tutte le imprese di micro, piccole e medie dimensioni, nonché i professionisti iscritti agli ordini professionali, che posseggono i requisiti richiesti.
  • Tramite delle “Competition”: sono delle competizioni organizzate da Banche, fondazioni, aziende multinazionali, incubatori, fondi di investimento. Alcune banche concedono alle start-up dei finanziamenti attraverso l’erogazione di mutui di importo tra i 30 ed i 250 mila euro. La Start-up rimborserà il debito entro 7 anni a meno che la banca non decida di convertire in azioni il finanziamento diventando così azionista dell’impresa.
  • Mutui per giovani aziende: canale questo al quale le startup difficilmente fanno ricorso.

 

crowdfunding

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Ciclo di finanziamento

L’esigenza di capitali accompagna le start-up lungo tutto il loro ciclo di vita: nascita, sviluppo, espansione, maturità. Parallelamente a questo si è quindi sviluppato il ciclo degli investimenti denominato financing cycle, raffigurato sotto. A seconda della fase in cui si trova la start-up cambiano i canali attraverso i quali reperire i capitali che le necessitano.

 

financing cycle

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Perché falliscono le startup?

Vi sono molte ragioni per le quali le startup falliscono e solo in pochi casi sono riconducibili ad una singola causa. Nella maggior parte dei casi il fallimento è riconducibile ad una combinazione di fattori. CB Insights, una società di analisi che tramite un proprio software raccoglie dati ed elabora statistiche relativamente al mondo delle startup, ha recentemente presentato una ricerca. Tra le principali motivazioni che determinano il fallimento di una Startup lo studio annovera:

  • Mancato soddisfacimento di un bisogno del mercato: nel 42% dei casi analizzati la causa del fallimento di una startup è riconducibile nell’offerta di prodotti che non soddisfano un preciso bisogno del mercato.
  • Mancanza di un modello di business: senza un modello di business scalabile che preveda delle attività collaterali su cui direzionarsi in caso di fallimento delle attività core, non solo non è profittevole per l’imprenditore ma genera anche dei dubbi negli investitori con conseguente difficoltà per la startup di reperire finanziamenti.
  • Mancanza di liquidità: da ricondurre anche ad una cattiva gestione e ad errori nella allocazione delle risorse, è la causa di fallimento di una startup nel 29% dei casi. Tale mancanza si ricollega anche ad altre cause quali l’incapacità di soddisfare un bisogno del mercato è la mancanza di leadership.
  • Team sbagliato: all’interno della startup devono essere presenti risorse umane con le competenze necessarie a realizzare la “visione” dell’imprenditore. Il team deve inoltre condividere questa visione, dare un contributo anche di idee significativo, essere coeso ed avere una grande adattabilità. Necessaria è anche la presenza di un fondatore con una forte passione per il proprio business.
  • Pricing/costi: stabilire il giusto prezzo per un prodotto o servizio non è mai semplice e ciò vale a maggior ragione per una startup. Occorre dare al proprio prodotto il giusto valore tenendo conto dei costi e del burn rate iniziale.
  • Ridotta attività di marketing: conoscere il proprio target audience, attrarre la loro attenzione e capire come trasformare i lead in clienti paganti è di vitale importanza per la sopravvivenza di una startup. Non investire in attività di marketing o, più in generale, in attività promozionali del proprio business oppure farlo in modo non adeguato, è causa di fallimento nel 14% dei casi.

 

Lo studio riporta numerose altre cause presenti nella sottostante infografica.

 

perchè falliscono le startup

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Startup & Innovazione

Ci sono diversi modi in cui una startup può creare innovazione. Differential.com propone una classificazione in 3 macro-categorie: innovazione di prodottoinnovazione di processo e innovazione del business model.

 

Innovazione di Prodotto

Questo tipo d’innovazione può assumere 3 forme diverse.

La prima riguarda lo sviluppo di nuovi prodotti quali ad esempio il Kindle per Amazon (innovazione radicale).

La seconda un miglioramento delle prestazioni di un prodotto esistente, quale ad esempio una fotocamera con una più alta risoluzione all’interno di uno smartphone (innovazione incrementale).

Il terzo ed ultimo riguarda invece l’introduzione in un prodotto esistente di una nuova caratteristica. In genere questo tipo d’innovazione è da collegarsi allo sviluppo tecnologico, ad attività di ricerca e sviluppo, a feedback ricevuti dai clienti o una combinazione di questi.

 

Innovazione di processo

Questo tipo d’innovazione riguarda il modo in cui una startup crea i suoi prodotti o servizi distinguendo tra un tipo d’innovazione in cui si ha un miglioramento (o adattamento) di un processo esistente (innovazione incrementale) da un altro in cui sia ha l’introduzione di una nuova metodologia produttiva (innovazione radicale).

Questo tipo di innovazione determina una maggiore efficienza ed una riduzione dei costi. Un esempio di innovazione di processo è quello di una startup abbigliamento, Zara, la quale ha strategicamente rivisto la sua Supply Chain e creato un nuovo segmento di mercato: il fast fashion.

 

acceleratore startup

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Innovazione del Business model

Google, Facebook, Apple, Amazon, Airbnb, Uber, Skype, Twitter sono solo alcuni tra i principali esempi di startup che grazie ad innovazioni disruptive hanno rivoluzionato i rispettivi settori di riferimento. Laddove “le innovazioni di prodotto possono essere incrementali e produrre degli effetti moderati, le innovazioni del business model sono sempre radicali, rischiose e trasformative”.

Innovation-management.org in un suo post ci ricorda che in realtà questo tipo di innovazioni non sono nuove. In un recente passato grandi aziende – grazie ai progressi tecnologici – hanno trasformato il loro business model. Tra questi possiamo menzionare:

  • IBM che dalla vendita di mainframes è passata a quella dei personal computer per approdare all’offerta di servizi tecnologici.
  • Apple ha ampliato la sua offerta dai personal computers ai device musicali con l’iPod ai cellulari con gli iPhone.
  • Dell ha innovato il suo modello di distribuzione che non prevede più retail fisici ma avviene tramite internet dove è anche possibile personalizzare il prodotto.

 

Altri tipi d’innovazione

Ci sono casi in cui oltre ad innovare prodotti/servizi, processi e modelli di business, l’innovazione messa in atto dalle Startup, l’innvoazione può consistere in:

  • distribuire un prodotto esistente attraverso differenti canali innovativi, cosa che può succedere ad esempio negli e-commerce (innovazione di canale);
  • diventare degli aggregatori di prodotti e servizi esistenti;
  • puntare su nuovi mercati con prodotti e servizi esistenti.

 

startup di successo

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Startup di successo: esempi

Negli ultimi anni sono molte le idee start up di successo e queste hanno riguardato una pluralità di settori. Di seguito si riportano alcuni esempi di start up di successo.

 

Startup food

Too Good To Go

È una startup foodtech danese che ha ideato, progettato e lanciato l’omonima app gratuita attraverso la quale si può trovare del cibo a non più di 4 sterline. La particolarità è data dal fatto che le pietanze sono quelle rimaste invendute nei ristoranti e che quindi verrebbero buttate.

Il servizio tramite l’app funziona in questo modo: effettuata la scelta dal menu, l’ordine viene trasmesso al ristorante mentre il cliente riceve sul suo smartphone l’indicazione geolocalizzata del ristorante e l’ora in cui deve presentarsi per ritirare l’ordinazione.

Scopo della startup è quello di responsabilizzare le persone sugli sprechi alimentari e promuovere una economia circolare. Da poco la startup ha toccato i 10 milioni di pasti dalla sua fondazione avvenuta nel 2016. Questo significa che 10 mila tonnellate di cibo recuperate e 20 mila kg di CO2eq. Il servizio è disponibile anche in Inghilterra, Francia e Germania.

Con il round di finanziamento di 6 milioni di euro appena ricevuto, la startup conta di entrare in altri 4 mercati e arrivare ai 100 milioni di pasti entro il 2020.

 

FeatFood

È una startup italiana nel settore food che produce, vende e consegna a domicilio a Milano dei cibi sani, bilanciati ed equilibrati.

La startup, fondata nel 2015 da Andrea Lippolis con il supporto di Lorenzo Danese, ha ricevuto nel 2017 investimenti privati per 350 mila euro con i quali ha lanciato in collaborazione con DHL il progetto GetFeat, che consente alla startup di raggiungere tutto il territorio nazionale ed ha aperto a Milano il suo primo Feat Food Restaurant.

 

Startup fashion

Tailoritaly

Tailoritaly è una piattaforma e-commerce che permette con pochi click di personalizzare abiti e accessori 100% made in Italy, scegliendone la forma, i dettagli ed i colori.

Nata nel 2014 da una idea di Monica Calicchio, nel 2016 il 51% della fashion startup viene acquisito dal gruppo Miroglio Fashion. Nel  2018 apre il suo primo retail fisico a Milano all’interno del Coin di Piazza Cinque Giornate.

 

E.L.S.E

Startup wear nata nel 2014 a Milano da un’idea di Andrey Golub, ELSE è una piattaforma SaaS (Software as a Service) di Virtual Retail e cloud manufacturing per l’industria dell’abbigliamento e delle calzature.

In pratica il cliente si reca in un negozio dove prova e sceglie delle scarpe o un vestito, quindi tramite una postazione video con un configuratore 3D personalizza il prodotto in base ai suoi gusti (materiali, design, colore, ecc.). Dopo la rilevazione dei parametri biofisici attraverso dei foot scanner e virtual fitting, il software invia l’ordine alla fabbrica per la produzione.

 

Startup travel

Bagbnb

Questa travel tech è definita la Airbnb dei bagagli. La ragione risiede nel fatto che offre un servizio economico, distribuito su tutto il territorio italiano e in varie località estere, di deposito bagagli.

Una ampia community costituita da bar, bistrot, caffetterie,… chiamati “Angels”, custodisce al prezzo fisso di 5€ i bagagli per tutto il giorno, 7 giorni su 7. Il sistema di prenotazione è semplice e sicuro ed è possibile pagare online con tutte le carte di credito, PostePay o PayPal. Appena la prenotazione è completata si riceve una mail con il riepilogo completo dell’ordine inclusi i dettagli per arrivare al deposito.

 

ViaHero

Questa startup viaggi attraverso la sua app rimodella il concetto di guida turistica. L’app mette infatti in contatto il viaggiatore con un esperto di viaggi locale denominato “eroe” il quale utilizza lo aiuta ed assiste sin dalla preparazione del viaggio. Il servizio viene offerto a $15 al giorno, quota che comprende il solo servizio offerto dall’eroe, mentre il servizio premium costa $25.

 

Conclusione

Speriamo che questo articolo ti abbia dato tutte le informazioni che cercavi sul mondo delle startup. Per qualsiasi dubbio o domanda, o se vuoi che realizziamo un articolo su uno specifico argomento non esitare a commentare l’articolo!

 

articolo by it’s campus team

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