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Finanziamenti startup

Ricorrere a finanziamenti startup esterni non sempre è necessario. È questo il caso di startup nelle quali prodotti o servizi possono essere lanciati e generare dei ricavi velocemente e con bassi costi di marketing e vendita. Eventuali costi iniziali vengono in questi casi coperti da fondi personali dello o degli startupper. Nella maggior parte dei casi invece questi finanziamenti per startup risultano fondamentali per la crescita del progetto e la loro mancanza ne determina il fallimento.

Finanza agevolata, finanza alternativa, sono molti gli strumenti finanziari e canali di finanziamento ai quali guardare.

Diamo quindi una breve panoramica alle principali tipologie di finanziamenti startup ai quali uno startupper può accedere, durante la sua fase di nascita, crescita e sviluppo.

 

finanziamenti startup

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Finanziamenti per startup: gli attori 

Sono diversi i soggetti disposti ad offrire dei finanziamenti agli startupper, alcuni di natura giuridica pubblica, altri privata, altri mista. Tra queste fonti troviamo:

 

  • Bootstrapper: il founder o imprenditore stesso che investe capitali propri nel progetto imprenditoriale.

 

  • Family, Friends & Fools (3Fs): sono i familiari, amici ed i cosiddetti “folli”, cioè persone di solito con una non altissima disponibilità finanziaria che a diverso titolo vogliono investire nella società.

 

  • Public Player (ovvero soggetti pubblici): questa categoria è rappresentata Ministeri statali, agenzie nazionali e regionali, dipartimenti nazionali e regionale ed agenzie comunitarie.

 

  • Incubatori: sono delle società di capitali (anche in forma cooperativa) che offrono all’imprenditore una serie di servizi tra i quali: spazi fisici, co-working, servizi amministrativi e organizzativi, formazione, consulenza (fornita da mentor startup), aiuto nella ricerca di finanziamenti e networking. Un incubatore startup certificato è un incubatore che presenta i requisiti richiesti dal Decreto Crescita 2.0 e alle modifiche introdotte dal Decreto 22 dicembre 2016. La presenza di tali requisiti lo rende idoneo per l’iscrizione presso la sezione speciale del Registro delle Imprese che gli conferisce così tale status.

 

  • Acceleratori: un acceleratore startup è una società che supporta lo sviluppo di startup attraverso programmi dalla durata prefissata che includono una vasta gamma di servizi e opportunità di finanziamento. Gli acceleratori investono in startup in cambio di equity (quote o azioni della società). Il termine acceleratore startup viene spesso utilizzato come sinonimo di incubatore startup, ma in realtà vi è più di una differenza tra questi (leggi il post differenza incubatore acceleratore per approfondimenti).

 

  • Piattaforme di crowdfunding: sono delle società che, attraverso le loro piattaforme o portali online, raccolgono capitali nelle forme previste dal crowdfunding. Svolgono quindi un ruolo di intermediazione del credito e, a differenza di banche e SIM, necessitano dell’autorizzazione e della registrazione in un apposito registro tenuto dalla CONSOB.

 

  • Business angels (o Angel Investor o investitori informali): sono perla maggior parte sono (o lo sono stati) imprenditori, manager, consulenti o professionisti che investono in cambio di equity (di solito sino al 10% del capitale di rischio). Il loro apporto, dato che i loro guadagni sono legati alla crescita della società, oltre che economico può anche essere di assistenza e consulenza e prende il nome di smart money. Alcune volte i business angel e super angel investono in gruppo informale o organizzato.

 

  • Venture capitalist: sono investitori con elevate disponibilità che investono attraverso degli appositi fondi della durata di 3-10 anni (i venture capital) promossi da società di gestione del risparmio (SGR) autorizzate. L’investimento di un fondo di venture capital è un investimento in equity.

 

  • Aziende esterne: le società investono in startup innovative per acquisire innovazioni da introdurre poi nelle loro attività di core business. L’investimento può riguardare l’acquisizione o la totalità del capitale di rischio o l’avvio di partnership (è il concetto di open innovation).

 

  • Banche e Società di intermediazione mobiliare (SIM)

 

strumenti finanziari

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Strumenti finanziari

Ecco gli strumenti finanziari che vengono in aiuto delle startup.

 

Finanziamenti pubblici (fondi nazionali, incentivi, agevolazioni e sovvenzioni)

L’intervento statale prevede una serie di strumenti di finanza agevolata come incentivi, agevolazioni, garanzie sul credito, oltre che finanziamenti startup a fondo perduto, finanziamenti startup femminile e per incrementare l’imprenditorialità giovanile.

Questi finanziamenti vengono anche concessi attraverso dei programmi di sostegno promossi dalla Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) come ad esempio quelli di seguito elencati:

 

Smart&Start Italia – Invitalia

Smart&Start Italia è un programma promosso dal Ministero dell’Economia che viene erogato e gestito da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di cui il Ministero è proprietario. La dotazione del fondo è di 200 mila euro e la domanda di adesione ai programmi va presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. A corredo va anche inviata una copia del business plan.

I destinatari sono startup innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese e che hanno un forte contenuto tecnologico, operano nell’economia digitale o valorizzano i risultati della ricerca (spin-off da ricerca). La startup non deve essere stata costituita da più di 48 mesi.

Sono finanziabili progetti che prevedono programmi di spesa di importo compreso fra 100 mila e 1,5 milioni di euro e le forme di finanziamento per startup sono le seguenti:

  • mutuo a tasso zero: il prestito copre fino al 70% dell’investimento totale, che può salire all’80% se la startup è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni e se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia;
  • contributo a fondo perdutopari al 20% del mutuo: questa agevolazione riguarda solo le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

 

Nuove imprese a tasso zero

Nuove imprese a tasso zero è l’incentivo che il Ministero concede a giovani e donne che vogliono lanciare una startup o un’impresa. Le agevolazioni finanziarie coprono tutto il territorio italiano e prevedono un finanziamento a tasso zero di progetti imprenditoriali con spese fino a 1,5 miioni di € e che arriva a coprirne fino il 75%.

 

Italia Startup

L’Associazione italiana delle startup – Italiastartup – e un’azienda associata – la Warrant Group – promuovono un portale (questo) dedicato ai finanziamenti pubblici nazionali e regionali che viene monitorato e aggiornato con continuità. Oltre che alle startup, il servizio di monitoraggio dei bandi fornito tramite il portale si rivolge anche ad acceleratori, incubatori, parchi scientifici, investitori,…

Un altro sito utile al fine di trovare in tempo reale bandi nazionali e regionali di vostro interesse è Trovabando.

 

fondi europei

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Fondi europei (a gestione diretta e indiretta)

Per favorire lo sviluppo equilibrato delle economie nazionali il Dipartimento delle Politiche Europee ha messo in campo una serie di programmi per il periodo 2014-2020. Alcuni erogati direttamente dalla Commissione Europea altri gestiti e erogati dalle Amministrazioni centrali e regionali dei vari Stati membri.

 

Fondi europei diretti

Sono erogati direttamente dalla Commissione europea o Agenzie nazionali ai beneficiari (agricoltore, piccola e media impresa, giovani, enti pubblici, ricercatori, società civile) in forma di:

  • Sovvenzioni dirette (o grants): contributi destinati per specifici progetti legati alle politiche UE ricevuti a seguito di una “call for proposal”.
  • Appalti tramite gara (o public contracts): sono chiusi dalle Istituzioni europee in relazione all’acquisto di beni, servizi, formazione,…

Destinatari del finanziamento sono sia organismi pubblici che privati. La domanda deve essere redatta preferibilmente in inglese e riportare in allegato copia del progetto comprensivo del business plan (sito finanziamenti UE per le PMI). I nominativi vincitori vengono pubblicati sulla piattaforma online.

Tra i fondi che sovvenzionano le PMI ricordiamo:

  • Horizon 2020 (il programma offre prestiti e garanzie per le imprese innovative, finanziamenti di progetti di R&S e capitale di rischio sia in fase iniziale che di start up)
  • SME Instrument (supporta le PMI con fondi e programmi di accelerazione)
  • Fondo cultura Creative Europa (concede prestiti alle PMI nei settori culturali e creativi)
  • Fondo internazionalizzazione Cosme (garanzie per prestiti sino a 150 mil euro)
  • Erasmus for young entrepreneurs (programma che offre sostegno finanziario ai giovani imprenditori per acquisire esperienza all’estero)
  • Life program (strumento finanziario a favore di PMI innovative che operano per la protezione dell’ambiente)

 

Fondi europei indiretti

Ricadono in questa categoria i fondi strutturali e d’investimento (detti anche fondi SIE) destinati dalla UE a vari settori al fine di favorirne la nascita e/o sviluppo:

  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)
  • Fondo sociale europeo (FSE)
  • Fondo di coesione (FC)
  • Fondo europeo Agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

 

I fondi indiretti vengono cofinanziati, gestiti ed erogati direttamente dagli Stati/Regioni in forma di:

  • finanziamenti agevolati
  • contributi a fondo perduto
  • garanzia sui prestiti
  • sgravi fiscali e contributivi
  • interventi capitale di rischio

 

Risorse utili –> sito europeo per finanziamenti startup:

 

Startup Europe Club

 

soldi per startup

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Come si finanzia una startup?

L’esigenza di capitali accompagna le start-up lungo tutto il loro ciclo di vita: nascita, sviluppo, espansione, maturità (entrata in borsa o exit). Ad ogni fase corrisponde l’esigenza di un diverso ammontare di capitali che, come abbiamo visto, verranno forniti da soggetti differenti. Tra queste fonti troviamo: i public player, ovvero soggetti pubblici, gli incubatori, i business angel, venture capitalist e aziende esterne attraverso attività di open innovation.

Anche gli investimenti in startup seguono quindi un loro ciclo (parallelo al primo) che è denominato financing cycle. Le modalità di finanziamento riportate di seguito verranno descritte anche alla luce dei risultati della prima indagine sulle nuove imprese innovative in Italia condotta dall’ISTAT (dati 2016).

Durante i primi 12-18 mesi di vita lo startupper, strategicamente, fa ricorso a capitali di rischio che in questa fase prendono il nome di seed round o seed capital (dall’inglese seed, semi). Questo proprio a sottolineare di come questi capitali costituiscano il seme che farà crescere l’impresa.

La fase di seed capital si distingue ulteriormente in seed e pre-seed.

 

ciclo di finanziamento startup

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Pre-Seed (fino a € 500.000)

Durante questa fase lo startupper (meglio se con l’aiuto, guida e consiglio di un mentor startup) si occupa di formare il suo team, testare la sua idea iniziale di prodotto sino a giungere alla definizione di un prodotto minimo fattibile (minimum viable product) e il modello di business. I fondi da reperire serviranno quindi per coprire principalmente i costi del personale di ricerca e sviluppo.

I Possibili canali di finanziamento sono i seguenti:

 

Bootstrap (o bootstrapping)

Il bootstrap o bootstrapping (cavarsela da solo) non è altro che l’autofinanziamento. Questo è di gran lunga il canale più utilizzato per raccogliere capitali, vi fa infatti ricorso il 73,2% delle imprese.

Durante questa fase i capitali possono provenire anche da familiari, amici e i cosiddetti “folli” che vogliono investire senza avere molto capitale a disposizione.

L’autofinanziamento ha il vantaggio di consentire di mantenere l’autonomia decisionale sul suo progetto imprenditoriale, mentre per la seconda opzione va fatta una riflessione accurata. Potreste non essere in grado di restituire i capitali a breve termine ed è meglio chiarire da subito i rapporti, dato che questi potrebbero richiedere quote o azioni della società.

 

startup

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Crowdfunding

Il crowfunding si concretizza nella raccolta di somme di denaro (funding) che vengono richieste ad una folla (in inglese crowd) di persone, principalmente su internet. La raccolta avviene tramite delle “piattaforme” o “portali”.

Una volta pubblicato il progetto in internet, e se la campagna di crowdfunding ha successo, il richiedente riceverà l’importo al netto dei costi sostenuti mentre chi finanzia (ma non sempre) riceverà una ricompensa. Il crowfunding si realizza in 4 forme diverse (donation, reword, equity e lending).

In questa fase solo l’8,2% delle startup innovative ha ricevuto finanziamenti in equity crowdfunding.

 

  • Donation-based crowdfunding: è un modello di crowdfunding che si basa sulla donazione. Chi contribuirà al progetto non riceverà e non si aspetta di ricevere un ritorno economico. È lo strumento di finanziamento maggiormente utilizzato dalle associazioni no profit. che sovente pubblicano sul sito i nomi dei finanziatori.

 

  • Reward-based crowdfunding: è la forma più nota e diffusa di crowdfunding. Il sostenitore del progetto (backer) riceve una ricompensa (solitamente prodotto o servizi) in misura proporzionale al contributo dato.

 

  • Equity crowdfunding: il finanziatore acquisisce quote o azioni (le cosiddette equity) della società. Questo presuppone che il promotore (cioè chi richiede i soldi) sia esclusivamente una società di capitali. L’equity crowdfunding avviene on-line e solo su portali autorizzati dalla Consob, è disciplinato dal Decreto Crescita 2.0 e riguarda solo startup innovative, fondi (OICR), società che investono prevalentemente in startup, PMI innovative e startup turistiche.

 

  • Lending-based crowdfunding: il social lending (o peer to peer lending) è un prestito di denaro tra privati (consumer lending) o imprese (business lending). L’operazione avviene non con l’intermediazione di banche o SIM, ma su piattaforme P2P (molte delle quali sono delle fintech startup), le quali controllano la solvibilità dei richiedenti, erogano il prestito e riscuotono i crediti. Il prestito è soggetto al pagamento di interessi più convenienti del canale bancario. Quando non è previsto il pagamento di interessi si parla di social lending.

 

Equity crowdfunding, lending crowdfunding e invoice trading vengono spesso indicati col termine di crowd investing.

 

Se vuoi approfondire l’argomento leggi questo articolo:

 

Crowdfunding

 

finanziamenti pubblici

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Public player (finanziatori pubblici)

A sostegno dell’imprenditoria giovanile e quindi anche di startup e PMI innovative sono previsti diversi finanziamenti pubblici. Questi in parte sono finanziati dallo Stato, altri con fondi europei. A questi si sommano anche dei programmi di sostegno promossi dalla Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) come ad esempio questi:

 

  • Smart&Start Italia: è uno strumento di finanziamento agevolato per Startup innovative presenti in Italia che finanzia progetti che prevedono programmi di spesa di importo compreso fra 100 mila e 1,5 milioni di euro per beni di investimento e/o per costi di gestione. Per le startup con sede in alcune regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), è previsto anche un contributo a fondo perduto pari al 20% del mutuo. Le imprese possono usufruire inoltre di agevolazioni che prevedono un finanziamento agevolato pari al 75% elevabile all’80% delle spese e/o dei costi ammissibili e di un servizio di tutoraggio.

 

  • Investment Compact: previsto dal D.L. 24 gennaio 2015, n.3 “misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti”, contiene una serie di misure per incrementare gli investimenti in Italia. I benefici in gran parte previste inizialmente per le startup innovative sono state estese anche alle PMI innovative. Questi sono alcuni dei benefici: portabilità dei conti senza costi per il cliente, patent box per la tassazione dei redditi derivati da brevetti e proprietà intellettuali, fondi di credito per migliorare l’accesso al credito.

 

Risorse utili: siti europei per finanziamenti startup:

 

Finanziamenti Startup.eu (vai al sito)

Startup Europe Club (vai al sito)

 

Incubatore per startup

Secondo la definizione data dalla Commissione Europea un incubatore per startup “è un luogo dove gli imprenditori trovano le strutture, i servizi e le competenze necessarie ai loro bisogni ed a sviluppare le loro idee di business e trasformare queste in realtà sostenibili”. Gli incubatori startup, indipendentemente che siano certificati o meno, offrono alle startup una serie di servizi tra i quali: spazi fisici, servizi amministrativi e organizzativi, formazione, consulenza (fornita da mentor startup), aiuto nella ricerca di finanziamenti e networking.

 

Tra i principali incubatori si riportano:

  • it’s campus: noi! Offriamo un servizio di accelerazione e incubazione in cui facciamo crescere le startup per portarle ad un round di finanziamento.
  • Impact Hub Milano: è un incubatore sociale.
  • Make a Cube: offre programmi di formazione e consulenza alle imprese nei processi di innovazione sociale.
  • H-FARM: è uno dei maggiori centri d’innovazione in Europa.
  • NANABIANCA: è un incubatore certificato.
  • I3P: è l’incubatore imprese innovative del Politecnico di Torino.
  • PoliHub: è l’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Milano

 

Ecco l’elenco completo degli incubatori certificati: clicca qui

 

Istituti bancari

I finanziamenti startup concessi dalle banche seguono tre distinti binari.

 

  • Prestiti bancari: è il classico prestito che alcune banche iniziano oggi a concedere malgrado l’alta rischiosità legato al settore delle startup.

 

  • Finanziamenti tramite fondi di garanzia

 

  • Competition bancarie: sono delle competizioni organizzate da banche, fondazioni, aziende multinazionali, incubatori, fondi di investimento. Le banche concedono alle start-up dei finanziamenti attraverso l’erogazione di mutui di importo variabile. La start-up rimborserà il debito entro in un numero di anni prestabilito a meno che la banca non decida di convertire in azioni il finanziamento diventando così azionista dell’impresa. La competition richiede al team la redazione di un pitch (una breve presentazione mediante slide della durata di 3-7 minuti) possibilmente seguendo la metodologia definita da Guy Kawasaki.Elenco delle banche che effettuano queste competition:

 

Round A

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Seed (da 500.000 a 1 milione di euro)

Durante questa fase i capitali vengono impiegati dallo startupper per costruire è definire il prodotto, scegliere il modello di business, creare un Minimum Viable Product (MVP) e e predisporre un piano di marketing.

I possibili canali di finanziamento per startup sono i seguenti.

 

Acceleratore

Un acceleratore startup è una società che supporta lo sviluppo di startup attraverso programmi dalla durata prefissata che includono una vasta gamma di servizi e opportunità di finanziamento. Gli acceleratori investono in startup in cambio di equity. Il termine acceleratore startup viene spesso utilizzato come sinonimo di incubatore startup, ma in realtà vi è più di una differenza.

 

Leggi il nostro articolo “Differenza incubatore acceleratore” per approfondimenti

 

Tra i principali acceleratori troviamo it’s campus, Digital magics, H-farm, Luiss enlabs-startup factory, Tim wcap accelerator, Nanabianca, Industrio, Startalia.

 

Business Angel

I business angels (chiamati anche angel investor o investitori informali), sono persone fisiche con disponibilità finanziarie elevate che investono soldi propri e rischiano in proprio. Per la maggior parte sono imprenditori, manager, consulenti o professionisti con contatti all’interno del settore creditizio.

L’insieme del loro contributo (denaro e consulenza) prende il nome di smart money ed in genere il genere un business angel investe intorno a € 20.000. I cosiddetti super angel possono invece arrivare ad investire anche dai 50 ai 100.000 € ed investire in gruppi informali o organizzati, in questo caso l’ammontare degli investimenti varia da 300.000 a 1 milione di euro.

A fronte del capitale investito il business angel rileverà delle quote azionarie contrattate con la startup sulla base del valore della stessa.

 

Ecco l’elenco delle reti di business angels:

 

finanziamenti startup fondo perduto

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Sviluppo (Round A: da 1 a 5 milioni – Round B: da 5 a 10 milioni)

Nel round A la Startup sta per entrare sul mercato oppure ha già avviato la produzione ed ha iniziato a generare fatturato, mentre nel round B la startup è pronta per fare quel salto che la porterà ad assumere una posizione consolidata in un contesto competitivo.

I capitali raccolti serviranno per finanziare operazioni di crescita come per esempio acquisizione di altre società o ingressi i nuovi mercati, o ancora per finanziare dei cambiamenti interni particolarmente onerosi.

Il canale principale per ottenere questa tipologia di finanziamenti e il venture capital.

 

Venture capital

Il venture capital è una componente del private equity e solitamente si tratta di fondi a sostegno dell’imprenditore di startup innovative ad alto rischio.

Il venture capitalist può decidere di sostenere lo startupper sin dalla fase di iniziale, in questo caso si parla di seed financing, e l’importo dell’investimento è generalmente compreso tra 0 e 1 milione di euro.

Un altra fase in cui il venture capitalist può decidere di investire è quando la startup è in early stage, cioè quando la produzione è stata avviata e si vuole ora sostenere il loro sviluppo. Gli investimento in startup financing generalmente oscillano tra 1 e 5 milioni di euro.

Gli investimenti in fase di scale up o growth della società o di expansion financing sono superiori ai 5 milioni di euro.

Ricordiamo che in cambio dell’investimento, i venture capitalist ottengono in cambio delle quote della startup.

 

I principali fondi italiani sono:

 

banche

 

Espansione (Round C ed oltre: più di 10 milioni)

Durante questa fase la startup si è ormai strutturata, ha superato il punto di pareggio e comincia a realizzare profitti. Ma ora vuole scalare e diventare una scale up company e per fare questo ha necessità di forti capitali.

Oltre a quelli di venture capital menzionati in precedenza, i possibili canali di finanziamento sono i seguenti.

 

Banche di investimento e fondi private equity

Questi investitori possono muovere ingenti capitali e finanziare la società con altri round (C, D, E,…). Come in tutti round di finanziamento gli investitori ricevono in cambio partecipazioni nella società.

I fondi private equity si differenziano dal venture capital per il fatto che i primi investono in società innovative ad alto rischio per garantire ai suoi investitori un rendimento e in media dopo 3-5 anni se ne escono. I venture capital invece sono dei fondi che si sono appositamente costituiti per investire in progetti ad alto rischio sia per sostenere idee innovative sia perché vi vedono la possibilità di profitto.

 

Maturità IPO o exit (dai 5 ai 10 milioni)

Soci fondatori, personale e investitori che detengono delle quote nella società possono decidere ora di venderle attraverso un’offerta pubblica di acquisto (IPO, Initial Pubblic Offering). Diversamente si può decidere di raccogliere capitali tramite i fondi di private equity oppure essere acquisiti da un’altra compagnia (exit).

 

Conclusione

Ogni canale di finanziamento sopra descritto non è a sé stante e può essere utilizzato in alternativa o in combinazione con gli altri. Da una ricerca ISTAT emerge che il 65,7% delle imprese che hanno partecipato alla ricerca dichiarano infatti che il finanziamento ottimale di cui necessitano è un misto tra equity è debito. È poi interessante notare come dopo la costituzione la maggior parte delle startup non abbia cercato nuovi finanziamenti da fondi di venture capital, business angel o tramite equity crowdfunding.

 

Speriamo che questo articolo ti abbia dato tutte le informazioni che cercavi sui metodi di finanziamento startup. Per qualsiasi dubbio o domanda, o se vuoi che realizziamo un articolo su uno specifico argomento non esitare a commentare l’articolo!

 

Riferimenti bibliografici:

  • Startup: Sogna, credici, realizza. Dall’idea al successo
  • Start up digitali e PMI innovative. Guida completa al successo di un’impresa innovativa

 

articolo by it’s campus team

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