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Fashion startup

Fashion Startup, è a queste nuove realtà imprenditoriali che le aziende della moda guardano oggi con sempre maggiore interesse per rimanere competitive in un mercato in continua trasformazione. Dal rapporto The State of Fashion 2019 realizzato da McKinsey e Business of Fashion, emerge infatti un quadro caratterizzato da incertezza e un cauto ottimismo.

 

Startup fashion: panoramica del settore

Secondo il rapporto sopra citato, il settore crescerà del 4,5% ma risentirà di fattori esterni quali la Brexit e la guerra commerciale cino americana. La Cina diventerà nel 2109 il primo mercato mondiale della moda superando così gli Stati Uniti, mentre avanza prepotentemente l’India.

Per restare competitivi, i player tradizionali devono introdurre delle innovazioni digitali nei loro processi e prodotti e riflettere sui nuovi trend di consumo. Millennials e Generazione Z richiedono prodotti belli, di qualità, personalizzati, possibilmente sostenibili, da acquistare attraverso modalità smart nuove e interessanti. È qui che devono guardare le fashion start up.

 

fashion startup

Free image from Pixabay

 

Le fashion startup da seguire

Con i dati sopra citati non stupisce quindi che le startup abbigliamento, in particolare quelle high tech o fashion tech siano in costante crescita, e che le azienda della moda abbiano iniziato a collaborare con loro. Attraverso meccanismi di Open Innovation queste ultime sperano di acquisire nuove idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche.

Le fash tech infatti – oltre ad applicare big data analytics, intelligenza artificiale, robot, realtà virtuale, stampa 3D e sistemi IoT e Blockchain ai loro processi e prodotti – guardano anche a nuovi materiali. Pelli vegetali, denim riutilizzabile come colorante, tessuti ricavati dagli scarti del latte,… diventano così dei prodotti smart per una moda sostenibile. Vediamo adesso alcune fashion startup (e fashtech) da seguire con attenzione.

 

Startp fashtech: abbigliamento e scarpe

Vediamo alcune fashion startup di rilievo che lavorano nel settore dell’abbigliamento e delle scarpe.

 

Tailoritaly

Tailoritaly è una piattaforma e-commerce che permette con un click di personalizzare abiti e accessori 100% made in Italy, scegliendone la forma, i dettagli e i colori. Nata nel 2014 da una idea di Monica Calicchio, supportata da Giuseppe Giammetta, Francesco Leone e Marco Minutoli, nel 2016 il 51% della fashion startup viene acquisito dal gruppo Miroglio Fashion. Seguendo una strategia omnichannel, Tailoritaly apre nel 2018 il suo primo punto vendita fisico a Milano all’interno del Coin di Piazza Cinque Giornate.

 

E.L.S.E.Corp

 

fashion start up

Image from else-corp.com

 

Nata nel 2014 a Milano da un’idea di Andrey Golub, ELSE è una piattaforma SaaS (Software as a Service) di virtual retail e cloud manufacturing per l’industria dell’abbigliamento e delle calzature. Questa piattaforma, nelle intenzioni di Golub e dei suoi soci (Andrea Silvestri, Riccardo Isola e Zoran Radumil) segna un primo passo verso l’integrazione tra e-commerce e negozio fisico.

Il cliente si reca in negozio dove prova e sceglie delle scarpe o un vestito, quindi tramite una postazione video con un configuratore 3D personalizza il prodotto in base ai suoi gusti (materiali, design, colore, ecc.). Dopo la rilevazione dei parametri biofisici attraverso dei foot scanner e virtual fitting, il software invia l’ordine alla fabbrica che lo realizzerà materialmente.

 

Stentle

 

fashion tech

Image from stentle.com

 

Nata nel 2014 a Milano da un’idea di Alexio Cassani e Maryana Matieva, Stentle è una piattaforma B2B in cloud distribuita in modalità SaaS (Software as a Service) per l’industria dell’abbigliamento. Questa piattaforma fornisce alle aziende della moda un’esperienza multicanale attraverso touch point sia online che fisici. Anche questa fashion startup nasce con l’intenzione di unire l’e-commerce con il retail fisico. In pratica la piattaforma include una serie di strumenti che, grazie all’intelligenza artificiale, permettono di aiutare brand, aziende e retailer a offrire una customer experience fluida e personalizzata, conoscere il proprio cliente e monitorare il funnel dal digitale al fisico.

 

Dis

 

fashion startup da seguire

Image from designitalianshoes.com

 

Dis (Design Italian Shoes) è una fashion startup marchigiana fondata nel 2015 dai fratelli Andrea e Francesco Carpineti, insieme a Michele Luconi. La startup crea ed offre online ai suoi clienti scarpe fatte su misura ed accessori personalizzabili. L’azienda è presente in 11 Paesi e in più di 50 punti vendita nel mondo. Per finanziare progetti come la scansione del piede, tramite mobile app o attraverso postazioni touch screen nei negozi fisici, e per un’ulteriore espansione nei mercati internazionali, l’impresa ha promosso nel 2018 una campagna di crowdfunding tramite la piattaforma Mamacrowd. Questo dopo avere già ricevuto capitali per 150 mila euro da Nuvolab, società di venture accelerator innovation.

 

Startup fashion: moda sostenibile

Vediamo ora insieme alcune fashion startup che hanno cura dell’ambiente.

 

Grape leather

Grape Leather è una startup abbigliamento che realizza pelle vegetale a partire dall’uva e dagli scarti della produzione del vino. La startup, fondata da un team composto da Rossella Longobardo, Giampiero Tessitore, Francesco Merlino e Valentina Longobardo, nel 2017 ha vinto a Stoccolma la seconda edizione del Global Change Award. Il contest promosso dalla H&M Foundation, vuole premiare tutte quelle realtà imprenditoriali che possono con le loro innovazioni reinventare il mercato del fashion.

 

Re-Bello

 

fash tech

Image from re-bello.com

 

Fondata nel 2012 da Daniel Tocca e con sede a Pineta di Laives (BZ), Re-bello è una startup della moda ecosostenibile. Tutti i capi vengono infatti prodotti con fibre eco-sostenibili ricavate da materiali naturali come eucalipto, bamboo, ortica, cotone organico, lana riciclata, cipresso o da materiali riciclati come il pet delle bottiglie d’acqua (pet new life) o le reti da pesca (econyl). Dopo un primo finanziamento di 150 mila euro ricevuto da un business angel, la startup è incominciata a crescere vendendo i suoi capi in più di 100 punti vendita tra Roma e Amsterdam. Ma è nel 2014 che grazie ad un finanziamento di 500 mila euro ricevuto da LVenture Group e Italian brand factory che la startup mette a punto il suo e-commerce e allarga la sua offerta

 

Start up abbigliamento bambini

Ecco le migliori fashion startup che lavorano nell’abbigliamento per bambini.

 

YouKoala

 

fashtech

Image from youkoala.com

 

Questa startup della shared economy è nata da una idea di Vincenzo Rusciano, il quale ha realizzato una piattaforma sulla quale viene promosso il riuso di vestiti per neonati. Un consumo responsabile e la cultura del riciclo quindi contro quella della fast fashion. YouKoala è un servizio in abbonamento mensile che mette a disposizione direttamente a casa del cliente, un kit di capi selezionati per qualità e della taglia del bambino. Quando il bambino cresce i vestiti vengono restituiti ed il cliente ne riceve di nuovi.

 

Armadio Verde

 

start up vestiti

Image from armadioverde.it

 

Fondata nel 2011 a Milano da Eleonora Dellera e David Erba, Armadio Verde è una startup della shared economy per lo scambio di vestiti non più utilizzati. Nati come negozi fisici che funzionavano da punti di raccolta e di scambio nel 2015 Armadio verde diventa esclusivamente un marketplace con 25 dipendenti ed un fatturato che nel 2018 si crede superi i 2 milioni di euro. Il servizio è semplice, l’utente si iscrive sul portale e prepara una scatola con i capi che vengono ritirati gratuitamente a casa propria. Ogni capo viene controllato e attribuito un valore in “stelline”, che rappresenta la moneta di scambio, in base a marca, taglia e tipologia. Con queste è possibile fare degli acquisti di altri capi, aggiungendo 5 euro di spese per ogni transazione, che prevalentemente sono capi di abbigliamento per donne e bambini.Nel caso il capo non superi i controlli questo può essere devoluto in beneficienza tramite l’ONLUS Humana.org.

 

Start up vestiti estere

Vediamo adesso alcune fashion startup estere.

 

Chic by Choice

 

fashion startup 2019

Image from chic-by-choice.com

 

Fondata nel 2014, Chic by Choice è spesso indicata come la Uber per i vestiti, l’idea di questa fashion startup è quella infatti di noleggiare ad una frazione del costo di acquisto alcuni dei migliori brand al mondo provenienti direttamente dalle passerelle della moda. La startup, che dispone di un efficiente e rapido servizio di consegna, nel 2016 è risultata prima tra le fashion startup alla Europas Startup Conference and Awards. Chic by choice è oggi presente in oltre 15 paesi, compresi Regno Unito, Germania, Francia e Italia dove offre una selezione di vestiti creati da più di 40 designer.

 

Asap54

Asap54, spesso indicata come la Shazam per vestiti,è una fashion startup che ha realizzato un’app che permette ad un utente che ha fotografato un vestito di ricevere in breve tempo informazioni sul capo stesso. Il sistema di ricerca dell’app scansiona velocemente le immagini dei cataloghi e nel caso non lo trovasse fornisce dei suggerimenti riguardo a prodotti simili corredati anche di un link per poterne effettuare l’acquisto online. L’app fornisce inoltre all’utente una funzione di personal styling con la quale si verrà aiutati da un team di esperti a scovare gli articoli desiderati. La startup è stata fondata nel 2013 da una brasiliana, Daniele Cecilio.

 

Conclusione

Speriamo che questo articolo ti abbia dato tutte le informazioni che cercavi sull’argomento delle fashion startup. Per qualsiasi dubbio o domanda, o se vuoi che realizziamo un articolo su uno specifico argomento non esitare a commentare l’articolo!

 

articolo by it’s campus team

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