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Exit strategy

La exit strategy è un concetto fondamentale per uno startupper e va definita fin da subito. Infatti, i finanziatori delle startup vogliono liquidare la società rapidamente (4/5 anni) e massimizzare i loro guadagni.

Continua a leggere questo articolo per sapere di più, vedremo: traduzione e significato, cos’è, esempio, exit strategy e business plan, i tipi e consigli.

 

Exit strategy traduzione e significato

La traduzione di exit strategy è evidente ed è l’espressione italiana: “strategia di uscita” ma in quali ambiti si utilizza e perché?

Il significato di exit strategy è differente in base ai soggetti che lo utilizzano. Gli utilizzi del termine sono diversi, ad esempio: decisioni politiche, militari, economiche, giornalistiche e indica un piano per cambiare strategia “uscendo” dalla situazione attuale. Nel caso di questo articolo analizzeremo l’utilizzo del termine nell’ambito delle startup e delle aziende.

 

exit strategy cos'è

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Exit Strategy cos’è

L’exit strategy è il piano che il proprietario e/o gli investitori della startup intendono attuare per cedere l’organizzazione, interamente o in parte (attraverso la cessione delle proprie quote), a dei terzi soggetti e allo scopo di guadagnare il massimo.

La strategia di uscita non vuol dire necessariamente cessare di essere un impresario, ma al contrario, è solo il modo giusto per incassare dall’attività. Vendere la propria startup ti permetterà di trarre i massimi benefici dal tuo lavoro e poterti eventualmente dedicare ad altre attività imprenditoriali.

 

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Esempio di exit strategy

Un esempio di exit strategy è quella realizzata dalla startup Deus Technology fondata nel 2010 da Pasquale Orlando e leader del settore Fintech in Italia.

In questo esempio di strategia di uscita subentra nel 2018 Gellify, piattaforma di innovazione fondata da Fabio Nalucci che connette start-up B2B tecnologiche con aziende tradizionali. Come? Acquisendo quote (il 4%) apposta con lo scopo di raggiungere insieme a Deus Technology la exit.

Nel 2019, la raggiungono con successo grazie all’ottima strategia di uscita attuata e Deus Technology viene acquisita al 100% da Engineering, società italiana costituita nel 1980 nel settore del software e servizi IT. Questa società è specializzata nella trasformazione digitale, in particolare per i settori finanza, pubblica amministrazione, utility e industria e compra la startup per 30/40 milioni. Di seguito una recente video intervista del fondatore.

 

 

Exit strategy e business plan

Devo includere la exit strategy nel business plan? La risposta è si, la sezione sulla strategia di uscita è molto importante. Questa parte descrive in dettaglio come si vorrà “uscire” dall’attività cosicché gli investitori possano ottenere il ritorno sul proprio investimento.

Un investitore incassa grazie all’uscita e per questo motivo è fondamentale includerla nel piano di business. Per esempio, se un investitore ti da 1 milione per il 50% della tua attività e dopo che il business cresce vendete la startup per 100 milioni, allora avrete ricavato 50 milioni a testa ed ecco che diventa evidente l’importanza di definirla nel tuo piano.

 

Exit strategy e pitch deck

Altresì è essenziale nel presentare la tua startup riservare una sezione dedicata alla strategia di uscita. La exit strategy nel pitch deck deve riportare queste due informazioni:

 

  • La descrizione del tipo di strategia.

Devi esplicitare e documentare il tipo di tattica più probabile tra quelle che vedremo le prossimo paragrafo (acquisizione, M&A, IPO,…) in modo tale da rendere chiaro agli investitori qual è la strategia di uscita prevista. 

 

  • La dimostrazione della strategia di uscita.

Devi inoltre dimostrare il tipo di strategia ipotizzato e le tue possibilità di realizzazione. Come? Per esempio, se la tua strategia di uscita è entrare in un mercato azionario, mostra altre startup in mercati simili e fornisci ricerche dettagliate con nome delle società, le date in cui sono entrate e i rendimenti.

Invece, se la strategia di uscita più probabile è vendere l’azienda, allora elenca i potenziali acquirenti. Indica chi sono, le loro attuali posizioni finanziarie e i motivi per cui acquisterebbero una società come la tua. Idealmente, mostra anche altre società che queste aziende hanno acquisito in passato e a quali prezzi. Infine, per quanto possibile, mostra altre società simili alle tue che sono state acquisite di recente.

 

Ma allora quali sono i tipi?

 

I tipi di exit strategy

Vediamo quali sono i tipi di exit strategy esistenti.

 

tipologie di exit strategy

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Acquisire la startup

Il metodo di exit strategy più noto è quello di vendere la startup a società più grandi che la acquisiscono. Praticamente, il compratore acquisisce interamente la startup mediante capitali o azioni cosicché i founder e gli investitori incassano dalla cessione dell’attività.

 

L’Acquihires

Un tipo di acquisizione della startup particolare è l’Acqui-hires, ovverosia: acquisto (acquisition) + assunzione (hiring). Infatti, questa cessione prevede che chi acquista la startup sia più interessato al personale e al talento piuttosto che all’organizzazione in se e per se. In questo caso, bisogna tenere quindi conto che la startup potrebbe anche scomparire e il personale essere trasferito in una ulteriore azienda.

 

Fusione e acquisizione – M&A

Il tipo di exit strategy Mergers e Acquisition” è simile alla precedente con la differenza che l’acquisizione avviene per scopi diversi. Questa tecnica prevede che una grande azienda acquista la startup più piccola per creare una fusione tra le due organizzazioni. 

La grande azienda può accedere così alle conoscenze dell’acquisita e allo stesso tempo lo startupper che vende può avviare un business difficilmente realizzabile senza questa cessione. In conclusione, possiamo dire che le due imprese si fondono per raggiungere obiettivi superiori. Un esempio classico è Facebook e Whatsapp, una “fusione” vincente per entrambi.

 

Mercato azionario – Initial Public Offering (IPO)

L’acronimo IPO sta per “offerta pubblica iniziale” e significa che la startup entra in un mercato azionario per vendere le azioni a investitori terzi. In questo modo, l’organizzazione potrebbe sopravvivere grazie al capitale degli azionisti e ciò può essere in alcuni casi molto vantaggioso.

Il NASDAQ e Wall Street sono stati i principali mercati per le startup europee, ma negli ultimi anni molte società come eDreams e Zalando hanno scelto differenti borse come quella di Madrid, Francoforte o Londra.

 

Mantenere la proprietà

Se la vostra società fattura milioni ed è ben consolidata potreste ripagare gli investitori e affidare la gestione dell’attività ad altri soggetti pur mantenendo la proprietà. Questa soluzione è ottima per continuare ad avere introiti e prendersi una pausa prima di ripartire con un nuovo business. Inoltre, questo tipo di exit strategy permette di effettuare in futuro un’altra delle uscite citate. Un esempio è la famiglia Caprotti ed Esselunga.

 

Fallimento e chiusura

L’uscita può avvenire anche per il fallimento della startup e la chiusura della società. Questa exit è negativa poiché non porta introiti ed avviene per quelle azienda che non fatturano abbastanza e non diventano autosufficienti. In questo caso, si dichiara la chiusura della società e si procede alla liquidazione e allo scioglimento del team e degli investitori.

 

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Exit strategy consigli

Come ultimo punto dell’articolo volevo fornirti alcuni consigli sulla exit strategy e te li riporto di seguito.

 

consigli sulla exit

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1 – Definisci la possibile valutazione

Per vendere la tua startup nel modo migliore devi individuare innanzitutto il corretto prezzo. Se ti sopravvaluti sarà molto difficile riuscire nella strategia di uscita e trovare degli acquirenti, viceversa, sottovalutare l’organizzazione potrebbe portarti a vendere ad un prezzo troppo basso e a pentirti della cessione. Analizza le valutazioni di altre attività similari vendute di recente e proponi un prezzo che sappia risultare giusto, onesto e proporzionato.

 

2 – Stabilisci l’acquirente tipo

Per trovare l’acquirente giusto devi già definirlo nella tua strategia di uscita. Competitors, imprenditori, grosse società,… sono solo alcuni esempi possibili di acquirenti. Tracciare l’identikit del compratore ideale e fare diversi ipotesi nella tua exit strategy ti permetterà di essere pronto al giusto momento.

 

3 – Valuta la velocità di allontanamento

Nella strategia definisci anche le tempistiche migliori per l’uscita. Conviene allontanarsi velocemente o in maniera graduale? Una exit graduale è utile se vuoi che la tua attività vada bene anche senza di te, visto che i compratori potranno richiedere così il tuo aiuto. Con un allontanamento per gradi potrai riuscire anche tu a modificare le tue abitudini con tutto il tempo necessario e utile a proiettarti verso nuove sfide.

 

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Conclusione

Spero che questo articolo ti abbia dato tutte le informazioni che cercavi sulla exit strategy. Per qualsiasi dubbio o domanda, o se vuoi che realizziamo un articolo su uno specifico argomento non esitare a contattarci! (contatti).

 

articolo by Igor Esposito

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